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Sindrome dell'Ovaio policistico

Aggiornamento: 25 giu 2023

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una condizione eterogenea che interessa il 5-20% delle donne in età riproduttiva.

Oltre ai ben noti sintomi clinici, la PCOS si caratterizza anche per una serie di problematiche metaboliche come l’obesità e l’iperinsulinemia. Il profilo endocrino di queste pazienti si caratterizza dunque per modificazioni profonde a livello centrale e periferico indotte dal peso, dall’iperandrogenismo e dall’insulino-resistenza. Ciò che emerge maggiormente è il ruolo che gli androgeni ( ormoni maschili) svolgono a livello centrale nello sviluppo e nella patogenesi delle caratteristiche tipiche della PCOS, anche se ovviamente rimane da determinare in che modo nell’uomo l’esposizione prenatale agli androgeni moduli e modifichi i circuiti che controllano l’ipotalamo.

Sono scarsi invece i dati a nostra disposizione relativi a mutazioni genetiche direttamente collegati all’insorgenza di PCOS. L’eziologia dell’iperandrogenismo ovarico disfunzionale resta certamente multifattoriale. Di fatto la PCOS sembra insorgere dall’interazione tra svariati fattori genetici ed ambientali: tra i fattori ereditari includiamo l’iperandrogenismo, l’insulino-resistenza e difetti di secrezione dell’insulina, mentre tra i fattori ambientali si annoverano l’esposizione in epoca prenatale ad un ambiente iperandrogenico, la ridotta crescita fetale (IUGR), l’obesità acquisita.

Il management dell’infertilità nella paziente PCOS si avvale di numerose strategie terapeutiche tra cui la modificazione dello stile di vita, la chirurgia bariatrica, la Metformina, il Clomifene citrato, il Letrozolo, il drilling ovarico, gonadotropine ed IVF e numerosi prodotti integrativi tra cui inositoli e acido alfa-lipoico.

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Tratto da : Bollettino Ginendo: Patogenesi della PCOS: dalle implicazioni metaboliche e neuroendocrine alla scelta del trattamento



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