Microimmunoterapia: a cosa serve e come si usa
- Antonella Napolitano

- 10 gen
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La microimmunoterapia (MIT)
è una forma di immunomodulazione che utilizza basse dosi di molecole messaggere del sistema immunitario (citochine, acidi nucleici, fattori di crescita) per "riprogrammare" e riequilibrare le risposte immunitarie squilibrate, sia iperattive che ipoattive, usando gli stessi messaggeri del corpo in una sequenza specifica, spesso con principi omeopatici. È indicata per infezioni croniche, allergie, malattie autoimmuni, stress, fibromialgia e come supporto oncologico, modulando delicatamente le funzioni immunitarie senza bloccarle.
Come funziona
Sostanze usate: Citochine, acidi nucleici (DNA/RNA), fattori di crescita, ormoni, neurotrasmettitori, anticorpi monoclonali, a dosi molto basse.
Principio chiave: Ripristina la comunicazione tra le cellule immunitarie, trasmettendo informazioni nell'ordine naturale della risposta immunitaria.
Obiettivo: Modulare (non bloccare) il sistema immunitario per renderlo più efficiente, potenziando le difese o riducendo le reazioni eccessive.
Metodo: Spesso somministrata in compresse sublinguali, segue principi simili all'omeopatia (diluizione e dinamizzazione) per veicolare le informazioni.
Indicazioni principali
Infezioni croniche e recidivanti (es. Herpes, Papillomavirus).
Allergie e patologie della pelle.
Malattie infiammatorie croniche e autoimmuni (es. fibromialgia).
Sindrome da stanchezza cronica.
Stress psicofisico e invecchiamento cerebrale.
Supporto in patologie oncologiche (complementare).
Vantaggi
Bassa tossicità e buona tollerabilità.
Complementare ad altre terapie.
Approccio naturale e mirato.


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